Evoluzioni

…e poi un giorno tutto cambia.

Ma in fondo la mia vita è stata, almeno finora, una continua rincorsa ai cambiamenti, voluti, capitati, dovuti.

Il terremoto non è stato voluto, nemmeno pensato o immaginato a dirla tutta, ma è capitato e come migliaglia di persone ci siamo trovati anche noi con dei crepi minacciosi nelle pareti portanti della nostra casa, con sculture cadute dalle loro comode mensole e con uno due tre traslochi da fare. Crepi che hanno creato aperture, da cui fuggire, o da cui ricominciare.

Poi quando tutto sembrava andare per il verso sbagliato ecco il raggio di luce in forma di annuncio sul web: una casa in campagna! Anni spesi a cercarla e a rinunciarci…troppo costose, troppo malmesse, troppo brutte, troppo di tutto. Fino a che non abbiamo visto lei, la casa a Sant’elpidio Morico! E dove sta? (Direte)

Sta qui! Nelle Marche, campagne Fermane, a due passi dai Sibillini, a due passi dal mare, al centro del paradiso.

Bene, da qualche mese siamo ufficialmente abitanti di questa piccola deliziosa frazione, comune di Monsampietro Morico. E se ancora non sapete dove si trova cercatela su Google che Google sa tutto.

Ed è qui che lo Spazio1627 si trasferisce, perché lo Spazio1627 è in continuo divenire e quando la corrente è troppo forte bisogna lasciarsi trascinare.

Un granaio ospiterà il mio laboratorio e sarà il nuovo contenitore delle mie sculture, del mio artigianato, dei miei progetti e di quelli degli altri…di coloro che vorranno proporne di nuovi o di vecchi, e di chi avrà voglia di sporcarsi le mani con la terra, quella argillosa ma anche quella dei campi.

Spazio1627 on the country. Chiamiamolo così, per il momento, poi si vedrà.

Per ora ci stiamo lavorando, tante cose da fare e solo poche già fatte, ma la trasformazione è in atto.

L’evoluzione.

5 minuti

 

5 minuti per fare una foto e pubblicarla. Troppi. Tentativo di aggiornamenti settimanali fallito: sono poco social, poco network, poco commerciale, poco di tutto. Qualcuno mi ricorda che così non va. Allora qualche foto scattate tempo fa da amici, di qualche mia scultura.

io creo.

Non c’è speranza che io riesca a mantenere la promessa di scrivere una parola a settimana, o anche solo a pubblicare un’immagine, qualcosa insomma a testimoniare che sono ancora qui.
C’è sempre un bianconglio dentro la mia testa che mi ricorda che è tardi…è tardi, dannatamente tardi, sempre, per tutto.
Oggi però mi prendo 10 minuti, il bianconiglio dentro la testa continua a gridare “è tardi” e tra non molto sentirò anche qualcun’altro pronunciare le stesse parole, qui, nello spazio fisico in cui abito, ma lasciamoli dire, lasciamoli gridare!
In questa ultima settimana ho subito una serie di attacchi infami, si, proprio I N F A M I da parte di una persona e delle sue amiche (evidentemente nullafacenti) che hanno deciso, a seguito di una discussione privata riguardante temi ben lontani da tutto ciò che concerne la Creazione, di giocare a fare i TROLL nelle mie pagine lavorative. Finte recensioni, frasi screditanti, offese, ingiurie…un vero accanimento insomma. Figlie dei nostri tempi, forti di uno scudo fittizio quale lo schermo di un computer, o di uno smatphone, mezzi insomma in grado di regalare 5 minuti di notorietà anche ai peggior codardi. Come vorrei incontrare queste persone dal vero, guardarle negli occhi, dietro al loro smartphone, mentre dico loro “TROLLEGGIATE PURE! NULLA SIETE E NULLA RESTERETE!”

Detto ciò, siccome io esisto, esisto davvero intendo, ho una vita, una casa, (terremotata ma ce l’ho) due gatte, un compagno e dei meravigliosi figli che si nutrono di tutta la mia energia, dunque ESISTO, sono molto attaccata alle materialità delle cose, consapevole di esprimere un concetto che solo a pensarlo mi allontana dalla felicità zen. Ma sono una scultrice, è impossibile-contronatura direi- dire il contrario: la materia è il mio mestiere, la mia passione, la mia ragione d’essere. Mi aiuta, mi fa sentire meno sola…si, costruisco sculture per creare degli alleati, degli amici, dei compagni, esseri che stanno li dove prima non c’era nulla, esseri che staranno li, ancora, quando io sarò il nulla. Che banalità, lo so, scolpire, modellare, creare per quella piccola illusione di sconfiggere la morte.
Sono banale, pazienza.

Dunque modello, creo, plasmo la materia e gioisco di ciò che faccio, assaporo ogni istante della creazione come se fosse il mio ultimo istante su questa terra, mi compiaccio dei successi, maledico gli errori, sorrido di me stessa, perchè io ho un dono che non tutti hanno. Dono e maledizione insieme, perchè una cosa è certa: se non potessi canalizzare le energie attraverso la materia a quest’ora sarei frustrata, stupida, persa, magari anch’io smarrita dietro lo schermo di uno smathphone a “trolleggiare” per riempire i buchi, ma io un mezzo ce l’ho, mi è stato dato, (dalla genetica? dal destino? dalla testardaggine?)e non ho bisogno di amici altrettanto idioti per agire in “branco” nel difendermi da qualcosa contro cui non ci si può difendere: la codardia. Dono dunque perchè io i miei alleati ce li ho dentro, maledizione perchè ho come la vaga impressione che di questi tempi, in un paese oramai al declino come il nostro, si vive meglio se si è ZERO, perchè gli zeri si sa, possono sempre essere posizionati quà e là, dietro qualche altro numero, e dare l’illusione di essere tanti.

Lei è Ester, mia fullsizerenderultima creazione, in tutti i sensi.
Ester è un nome ebraico, può significare anche Stella…e lei è così, un piccolo e delicato gioiello emerso dal mare.

 

Al principio c’era Dea

 

Al principio c’era Dea, solo Dea!
Poi è arrivato Leone con la sua vivace testardaggine e le sue manine smontatutto. Infine è arrivata Ester, a grande sorpresa, quando pensavo di essere troppo vecchia per potercela fare con un nuovo pancione.
Insomma, ora sono tre…i miei figli. E tre figli equivale ad un tempo proporzionalmente ridotto per fare qualsiasi cosa: per andare in bagno, per uscire, per dormire, per mangiare, figuriamoci per dedicarsi al mio lavoro, alla scultura, alla ceramica.
MA, nonostante tutto io ce la faccio e non sono wonder woman, sono solo terribilmente testarda.
Per aggiornare il blog…ecco, per questo non ho davvero tempo. E credetemi che non è una frase fatta. Quando dico che non ho tempo sono seria.
Oggi ho 5 minuti, mi sono ripromessa di approfittare di 5 minuti a settimana per pubblicare al volo qualcosa qui, anche fosse una sola immagine o una sola parola. Ne ho tante di cose arretrate da raccontare, tutte cose che riguardano il mio Spazio 1627, che sopravvive nonostante tutto. Workshop nuovi e bellissimi, nuove sculture, fiere dell’artigianato, mercatini e tanto altro. Quindi non mi mancherà il materiale per i prossimi mesi.
Intanto presento loro, in tutta la loro sfacciataggine:

Set di piattini con cuori anatomici in ceramica firmati malfatti Manufatti, fatti a mano e disegnati a mano uno per uno ed infine approdati sull’app Depop, piattaforma in cui ho finalmente aperto un mio negozio online. Cercatemi, trovatemi!

IMG_20160327_081943IMG_20160327_121845

Ceramiche Malfatte

IMG_5830 IMG_5837 IMG_5846 IMG_5860 IMG_5868 IMG_5891 IMG_5893

Questo è il mio  esperimento “colorato” e Malfatto. è la prima volta che uso un colore nelle mie ceramiche…che sia il primo di una lunga serie?

Piatti, piattini, ciotole e tazze realizzate in ceramica bianca o in semirefrattaria finite con cristalline apiombiche, assolutamente utilizzabili, lavabili, regalabili.